Ottobre 2026 — Domenica 11 ottobre Carlo De Togni è stato ospite del RAM Film Festival al MART di Rovereto, uno dei pochi festival italiani dedicati al cinema di archeologia e memoria, giunto quest’anno alla 37ª edizione.
L’intervento ha preso la forma di un dialogo a due voci con Arianna Traviglia, direttrice del Centre for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che porta avanti una ricerca all’interfaccia tra tecnologia e scienze umane: intelligenza artificiale, visione artificiale, robotica e nanotecnologia applicate ai beni archeologici e artistici.
Due prospettive diverse, costruite su esperienze e scale di lavoro molto differenti, intorno a un tema comune: le potenzialità e le responsabilità nell’uso dell’AI nella ricerca e nella narrazione del patrimonio culturale.
Il punto che Carlo ha portato al centro del confronto riguarda la plausibilità storica. L’AI generativa ha reso possibile produrre immagini di un passato convincente a portata di click, in qualsiasi direzione. La domanda che questo apre non è tecnica: è metodologica. Come si costruisce non un passato qualsiasi, ma un passato che sarebbe potuto esistere?
La risposta parte dalle fonti. Archivi, studi di costume, documentazione architettonica e contestuale non sono solo riferimenti: diventano il terreno su cui orientare la generazione, costruire un worldbuilding storicamente fondato e sottoporlo a un processo di validazione incrociata. Un approccio che sposta il baricentro del lavoro dalla produzione alla preproduzione e alla ricerca, documentando dove si esercita la licenza interpretativa e dove invece si mantiene l’accuratezza storica.
Il pubblico del RAM, composto da archeologi, storici dell’arte e documentaristi, ha offerto un contesto di confronto particolarmente stimolante per portare queste riflessioni fuori dall’ambito strettamente cinematografico.
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